sabato 7 agosto 2010

IL PULPITO E LA PREDICA


Lo scorso consiglio comunale del 26 luglio è stata discussa e votata una delibera relativa all'area dell'ex biblioteca di via Roma; l'argomento era già stato portato al consiglio comunale del 1° luglio, ma poi tutta la maggioranza aveva deciso di rinviarne la discussione su richiesta del gruppo PDL, che aveva espresso l'intenzione di volersi confrontare con la maggioranza per migliorare alcuni aspetti del progetto, magari coinvolgendo la cittadinanza nelle varie espressioni di partecipazione.
Pino Natale, capogruppo PDL,
aveva poi aggiunto che l'argomento sarebbe stato oggetto di studio da parte della commissione consiliare interessata (il cui presidente, lo ricordo, è il consigliere Rubino sempre del gruppo PDL).
Risultato? Niente di niente... Durante il mese trascorso nessuno si è più interessato all'argomento "via Roma"...sino alla sera del 26 luglio, cioè la sera del nuovo consiglio comunale. In tale occasione, com'era prevedibile, è tornata la voglia di confrontarsi, la voglia di garantire partecipazione...ma soprattutto la voglia di far rinviare ancora una volta l'argomento, con la volontà di discuterne durante il mese di agosto (voi credete che qualcuno si sarebbe preso la briga di discutere della cosa durante il periodo delle ferie? IO NO!).

Dinanzi a questa rinnovata voglia di confronto, ero intervenuto affermando che la maggioranza, senza ombra di dubbio, era ed è a favore del confronto, del dialogo e della partecipazione...ma restava anche contraria a quelle forme di ostruzionismo tipiche della "vecchia politica" e basate sul fatto di voler esibire molteplici scuse volte - più che al dialogo - all'unico vero scopo: quello di rallentare l'azione amministrativa. Concludevo chiedendo come mai nel mese trascorso, sapendo che l'argomento sarebbe stato riproposto al primo consiglio comunale utile, nessuno si era interessato della cosa, mentre ora tutti ne chiedevano un nuovo rinvio.

Con mio enorme stupore Pino Natale - prendendo la parola - invece di rispondere al mio intervento (e restare in tema), iniziava a criticare la nostra scelta (mia, del consigliere De Falco e dell'assessore Ble) di abbandonare IDV, concludendo che tale decisione era stata espressione di "vero e proprio marciume".

Il profondo stupore che provavo era conseguenza diretta dell'istantanea riflessione relativa al pulpito dal quale stava prendendo forma la predica, ...nonché della discrepanza tra l'idea di marciume espressa dal buon Pino Natale e la mia.

Infatti, mentre per Natale è "marciume" l'andar via da un partito (per motivi che per lealtà politica nei confronti di IDV abbiamo preferito non svicerare) per me il "marciume" è rappresentato da altro. Ad esempio ritengo che sia "marciume" utilizzare il consiglio comunale come fosse un palco personale dal quale fare comizi e urlare proclami tanto demagogici quanto inutili. Oppure, considero "marciume" il chiedere di rinviare argomenti con la promessa di volersi confrontare, quando la reale intenzione era quella di approfittare nuovamente della nostra genuinità politica per dimostrare di riuscire a non "far passare" un progetto in cui crediamo.

Ma ancora, la predica stessa costituiva "marciume", visto che qualche giorno prima (precisamente alla conferenza dei capigruppo alla quale avevo partecipato al posto di De Falco), saputa la notizia della nostra fuoriuscita da IDV, proprio Pino Natale mi aveva proposto (non so se per scherzo o seriamente) di entrare nel PDL...


Insomma, ero stupito perché quella predica, oltre che gratuita, era paradossale... e tristemente senza senso: come se domani Totò Riina decidesse di partecipare ad una fiaccolata antimafia.
..

Dal giorno dopo lo stupore ha lasciato spazio alla consapevolezza di quanto il mondo politico possa essere cinico e strumentale; ma da questa consapevolezza nasce la ferma volontà, mia e di altri giovani come me, di voler cambiare le cose e far si che la politica svesta i panni degli interessi, della strumentalizzazione e del clientelismo, ma diventi finalmente passione e impegno per tutti e con tutti.

Insomma, riconosco che la politica non sempre è animata da buoni propositi e reali sentimenti di impegno collettivo, ma so anche che essa è fatta dalle persone...e se le persone cambiano è inevitabile che possa cambiare anche il modo di fare politica.

Ecco, noi ci stiamo adoperando per riuscirci.

Daniele

6 commenti:

  1. cons.com.tommaso cavallo7 agosto 2010 18:29

    d'accordissimo con te,daniele....sono problemi interni a un partito,sono decisioni autonome e libere,e NESSUNO deve entrare nel merito...Natale dovrebbe spiegare piuttosto le dimissioni di Angelo Caforio dalle commissioni consiliari,senza che lui ne sapesse nulla,pur essendo capogruppo Pdl.e tanto altro inerente alla sua parte politica.ma sono problemi interni loro,e NOI non vogliamo entrarci.preferiremmo si facesse altrettanto,senza trasformare un'assise istituzionale in una piazza urlante.

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  2. E' esattamente quello che penso; il consiglio comunale serve ad altro, nessuno dovrebbe permettersi di usarlo come cornice della propria mania di protagonismo...

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  3. Natale è tristemente famoso per le sue "prediche"... In realtà dovrebbe spiegare per quale motivo ha fondato una lista (La Rinascita di Latiano) illudendo 19 ragazzi...per poi aderire al PDL (dal quale era fuoriuscito prima della campagna elettorale), con la conseguenza che i suoi fedeli adpeti (che avevano aderito alla lista) di fatto non sono rappresentati in consiglio comunale...

    Bel post Daniele, ma io lo avrei intitolato "IL PREDICARE E IL RAZZOLARE"...

    Mino

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  4. Il decorativismo di fine '800 passa anche da Latiano. Agesilao Flora ne è la testimonianza.
    Parliamo di un pittore latianese (nato a Latiano nel 1863) in particolare di un pregiato decoratore e cartapestaio.
    Nella sua lunga e prestigiosa carriera artistica, si forma a Roma dove lavora al fianco di Domenico Bruschi e Cesare Maccari (quest'ultimo autore del noto affresco “Cicerone pronuncia in Senato la prima Catilinaria” di Palazzo Madama a Roma) nella decorazione del Teatro Argentina a Roma.
    A. Flora nel suo avvio di carriera, lavora anche presso Giuseppe Sacconi, autore del Monumento equestre a Vittorio Emanuele II (Vittoriano).
    Ritorna in Salento e inizia la sua attività libera da decoratore. Vi decora molte ville private e palazzi istituzionali, in continuo movimento da Gallipoli a Lecce, da Latiano a Taranto.
    Rimane un grande interprete del gusto “liberty e neo-classicista”.

    A Latiano nel 2008 a Palazzo Imperiali si è tenuta una mostra in suo ricordo, ma come al solito tutto è rimasto chiuso a due anni fa.
    Perchè Latiano non ha un monumento ricordo a questo grande artista?

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  5. Egregio Anonimo,
    sebbene non riesco a cogliere l'attinenza tra la tua segnalazione e il mio post, sono dell'idea che tu abbia perfettamente ragione e ti prometto che mi prodigherò per portare avanti la cosa. Il nostro territorio, la nostra storia e la nostra cultura meritano più attenzione, per cui ti ringrazio per la segnalazione.

    Daniele Pascariello

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