giovedì 22 marzo 2012

LE VERITA' STRAVOLTE

Da diverso tempo non scrivevo sul mio blog e francamente non mi aspettavo di tornare a farlo per ribadire una verità tanto scontata quanto, con stenti spesso ai limiti del grottesco, paradossalmente stravolta. 
Durante i lavori dell'ultimo consiglio comunale è stato dichiarato che noi ex IDV avremmo chiesto "ospitalità" al partito di SEL. 

Tali affermazioni, oltre ad essere meno attendibili di una profezia del mago Otelma, NON CORRISPONDONO A VERITA'

Quando prendemmo la sofferta decisione di dichiararci indipendenti da Italia dei Valori fummo da subito "corteggiati" da diversi partiti e movimenti politici che ci chiedevano di aderire ai propri organici. Tra questi vi era anche SEL.
Per rispetto dei nostri elettori e di IDV, ma soprattutto per coerenza personale, decidemmo che non eravamo disposti a fare un passo del genere, pur non escludendo una futura adesione in un partito compreso nell'orbita del centrosinistra. Tuttavia l'intenzione di transitare in SEL non ci ha mai neppure lontanamente sfiorato. MAI abbiamo chiesto al circolo cittadino di SEL di accettarci nel suo organico. Al contrario, era SEL che ci chiedeva di aderire al partito e al locale gruppo consiliare.

Anche quando ancora facevamo parte di Italia dei Valori qualcuno ci propose di uscire dall'allora nostro partito per transitare poi in Sinistra Ecologia e Libertà. 
Per carità, mi costringo a pensare che la proposta fu esplicitata a fin di bene, visto che chi la poneva in essere era a conoscenza della nostra difficile situazione all'interno di IDV. Ma la sostanza non cambia. Mai abbiamo chiesto di entrare in SEL, mentre in più occasioni è stato proprio il partito SEL che ci ha  offerto ospitalità.
Questa e la realtà dei fatti. Il resto, appunto, è il suo triste e naturale stravolgimento...

martedì 3 gennaio 2012

UN ATTIMO DI RIFLESSIONE

Fin dal suo primo giorno di vita digitale il mio blog ha trovato nell'ironia uno tra i suoi elementi essenziali. In questi quasi 2 anni, anche nel parlare di eventi seri, ho sempre ricercato quella sottile vena di sarcasmo che potesse essere in grado di far sorridere il lettore durante la riflessione che cercavo di stimolare per mezzo del mio pensiero.

Ebbene, in questa occasione e per la prima volta non troverete nelle mie parole nessuna battuta, nessun doppio senso, nessuna frase ironica... Come si può ironizzare sulla viltà dell'animale uomo, che cerca nell'intimidazione la sua forza e nell'aggressione la sua logica? Quanto avvenuto la prima notte del 2012 presso l'abitazione di S. De Punzio, oltre ad essere un atto indegno da condannare senza remore di alcun tipo, costituisce un'azione che deve necessariamente divenire spunto per la riflessione su quanto spesso, la nostra terra, diviene inconsapevole teatro di violenza.
Al presidente De Punzio va tutto il mio affetto e la mia vicinanza per quanto avvenuto. 
A coloro che dirigono le indagini, invece, va tutta la mia fiducia nonché la sicurezza - conseguenza del fatto di svolgere la stessa professione - che si farà di tutto per giungere all'individuazione dei responsabili.

Daniele

lunedì 14 novembre 2011

FORSE...ARMATE

A pagina 32 del quotidiano La Repubblica di venerdì 11 novembre 2011 è stata pubblicata un'interessante inchiesta su quelli che sono i costi delle nostre Forze Armate (articolo reperibile online cliccando qui). I dati che emergono sono sorprendenti. Innanzitutto sembra che le spese militari relative all'anno 2010 siano state pari a 27 miliardi di euro (cifre 4 volte superiori rispetto alle somme destinate alle università), ben 3 milioni di euro all'ora, 73 al giorno (rapporto annuale del Sipri).  L'Italia sarebbe dunque al quinto posto per le spese militari pro capite, pur non essendo certo la quinta potenza mondiale. Ma i recenti tagli hanno riguardato anche il settore della Difesa? 

A quanto pare si, ma secondo l'ex Capo di Stato Maggiore dell'aeronautica, Generale Tricarico, questi non hanno eliminato gli sprechi, ma sono andati a incidere pesantemente soprattutto su quegli stanziamenti utili e spesso necessari, quali ad esempio quelli per l'addestramento, per la manutenzione e per le infrastrutture (meno 18,2% su pezzi di ricambio, benzina, voli, ristrutturazioni, etc). Ma quali sarebbero, dunque, gli sprechi operati nel settore militare.

Sicuramente una spesa importante è costituita dai benefit previsti per gli ufficiali d'alto rango: a 44 di loro, infatti, vengono riservati alloggi di 600 metri quadri, oltre che servizi domestici come la lucidatura dell'argenteria o la battitura dei tappeti, per una spesa che dovrebbe aggirarsi attorno ai 3 milioni e mezzo di euro l'anno. Inoltre per 6 di queste figure (Capo di Stato Maggiore della Difesa, i tre Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate, il Segretario Generale della Difesa ed il Comandante Generale dei Carabinieri) sarebbe elargita un'indennità speciale dopo il pensionamento pari a circa 409.000 euro a testa. Inoltre nell'inchiesta viene evidenziato il fatto che le nostre Forze Armate sono si costituite da circa 190.000 persone, ma tra queste ben 98.000 unità rivestono i gradi da Ufficiale e Sottufficiale...in pratica un apparato composto per lo più da comandanti piuttosto che da comandati... Tutte queste figure di comando sono realmente necessarie? Desta perplessità, inoltre, il numero di Ufficiali Generali  presenti nelle nostre Forze Armate: in Italia sono circa 600 a dispetto, ad esempio, degli USA dove, per un apparato militare costituito da un milione e 400 mila uomini (quindi quasi 8 volte più numeroso), vi sono solo 900 figure di questo tipo. 

Ma gli sprechi vanno oltre e sarebbero costituiti anche da acquisti spesso esagerati. Ad esempio quello degli elicotteri AV 139 da 49,8 milioni di euro l'uno, oppure l'impegno di spesa per l'acquisto di 8 aerei senza pilota (1,3 miliardi di euro) e di 2 sommergibili (un altro miliardo di euro). Fino ad arrivare al recente acquisto di 19 Maserati blindate da 100.000 euro l'una. Inoltre pare siano partiti ordinativi per circa 1.150 mezzi autoblindo Lince, nonostante che proprio 180 di questi mezzi sono fermi in officina in attesa di essere riparati (attesa che minaccia di essere lunga a causa dei tagli di cui sopra). 

Per una più attenta analisi rimando alla lettura dell'interessante inchiesta prodotta da E. Bellavia ed E. Lauria e pubblicata sul sito de La Repubblica.

Daniele

domenica 30 ottobre 2011

ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA

Negli ultimi giorni ho assistito da spettatore alla campagna strumentale posta in essere su facebook da sedicenti politici professionisti e da altrettanti anonimi aspiranti politici, che non riescono a fare di meglio se non utilizzare l'anonimato quale arma di distrazione di massa e veicolo dell'offesa gratuita. Tra tutte le ingiurie e le assurdità lette (sul caso di Muro Tenente non entro nel merito, visto che lo ha fatto sia il sindaco che l'assessore alla cultura) qualcuno si è permesso di insinuare pubblicamente, citando le mie iniziali, che tale Libera Mente (un profilo anonimo su facebook  dal nome piuttosto pittoresco, anche se decisamente poco originale), potessi essere io. Quando Libera Mente affermava di non essere un politico in incognito ma di essere un normale cittadino, la risposta di questo politico di serie A, chiaramente riferita alla mia persona, terminava testualmente così: "...politico è una parola grossa" .

Spreco parte del mio tempo prezioso per porre un paio di precisazioni al riguardo.

Primo, non ho mai usato pseudonimi per dire la mia; questo "qualcuno" lo sa bene, visto che il sottoscritto non si è mai risparmiato nelle critiche nei confronti suoi e del suo gruppo, che fa capo al partito dell'UDC; inoltre, essendo vagamente egocentrico (lo ammetto), soffrirei non poco a scrivere qualcosa e a non potermi vantare di esserne l'autore.

Secondo, non ritengo sia un'offesa il fatto che la parola politico, riferita alla mia persona, possa essere "una parola grossa". Anzi, credo che sia un complimento. Non voglio essere e non sarò mai un politico professionista (o "grosso" se preferite) poiché, proprio a causa di quello che i medesimi signori rappresentano ai giorni nostri, semplicemente non ho stima per chi di professione fa il politico (anche se fortunatamente non è vero che sono tutti uguali).
Ma soprattutto perché la parola politico, oltre ad essere delle volte una "parola grossa", diviene spesso  una parola sporca (come ci insegna la cronaca politica)...

La politica dovrebbe essere passione attorno a un progetto, a delle idee, non appartenenza ad una casta o a delle associazione privatistiche (i partiti) che da decenni sono la rovina dell'Italia e fanno del clientelismo e del nepotismo il loro vangelo. Siccome in Italia essere un politico vuol dire, purtroppo, proprio questo, sono felice che tale parola, nei miei confronti, abbia una connotazione esagerata. 

Io sono e sarò sempre un normale cittadino, anche se investito della carica di consigliere comunale. E come consigliere comunale cercherò sempre di fare del mio meglio, ascoltando non le voci di dispotici segretari di partito che dettano la loro totalitaria linea politica, ma quelle ben più importanti, pulite e vere dei cittadini comuni. Ma soprattutto lo farò come ho sempre fatto finora, cioè con il mio nome e la mia faccia.


Per cui contattami, fermatemi per strada, telefonatemi, mandatemi una e-mail, insomma dettatemi pure la vostra linea politica, sarò felice di portare in maggioranza le idee, i progetti e le critiche della gente comune. 
Questa non è politica ne paraculismo (che spesso sono sinonimi) ma è la mia dannata verità. 
Che piaccia o meno.

Daniele

martedì 4 ottobre 2011

PALLE DI...NATALE

Intendo esprimere solidarietà a tutti i cittadini di Latiano che hanno seguito l'ultimo consiglio comunale, poiché sottoposti – loro malgrado – all'ascolto degli interventi spesso ai limiti del grottesco del Consigliere PDL Natale. Questi, tra un urlo ed un "voglio dire io", oltre a indirizzare i propri discorsi verso argomenti che non erano all'ordine del giorno (cosa alla quale siamo tristemente abituati), oltre a cercare improbabili cavilli volti a ritardare l'azione amministrativa, oltre ad adoperasi in quella che è la sua infinita campagna elettorale (che forse avrà avuto un inizio, ma che certo pare non avere mai fine), si è addirittura permesso di sconfinare nel chiacchiericcio di paese ponendo in essere argomentazioni consone a un bar, a una piazza o a una comare, ma totalmente inadeguate alla pubblica assise che ha fatto da teatro a tale insensate allocuzioni.

Al consigliere Natale, che oltre a farsi portavoce di pettegolezzi di paese è stato autore di insinuazioni tanto basse quanto infondate, comunico che il dott. De Giorgi, SINDACO della città di Latiano, E' e RESTA il leader di quel progetto che abbiamo condiviso e al quale tutti noi crediamo fermamente. Quel progetto di innovazione e cambiamento che non tarderà ad essere realizzato in ogni suo aspetto.
Per quanto riguarda invece la nostra vice-sindaco, intendo affermare con forza che la dott.sa Milone gode della nostra totale fiducia ed incondizionata stima.


Il resto, appunto, sono chiacchiere da bar...
..."voglio dire io!"

Daniele

sabato 17 settembre 2011

SCUSA MA TI CHIAMO VANDALO

In diverse occasioni l'assessore della provincia di Brindisi BACCARO si è recato a Latiano con l'intento di criticare e di elargire eruditi insegnamenti su come si amministra un paese. In particolare, nella storia recente, celebre è stata la presa di posizione dell'assessore nel criticare la manifestazione culturale KROMATICA (organizzata dall'associazione CIVICO 73 e dell'Amministrazione Comunale), alla quale sono poi conseguite le risposte del sindaco De Giorgi e dell'associazione in questione.

Nelle sua ultima nota, pubblicata sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno il 16.09.2011, l'assessore BACCARO si dice "rammaricato" per la risposta prodotta dal Sindaco. L'assessore dichiara infatti che "il senso del suo articolo non era quello di attaccare o offendere il sindaco di Latiano e l'associazione CIVICO 73". In effetti come si possono ritenere offensive frasi del tipo "siamo di fronte ad un vero e proprio imbrattamento"; oppure, "trovo assolutamente incredibile e paradossale leggere la targa con la quale l'Europa annuncia interventi di recupero e vedere come è stata interpretata da chi quella struttura doveva tutelarla e proteggerla"; e ancora, "intendo denunciare i vertici dell'azienda ferroviaria per aver autorizzato un vero e proprio imbrattamento" (dichiarazioni pubblicate dal sito della Gazzetta del Mezzogiorno il 30.08.2011). 
E' chiaro che non siamo dinanzi ad offese di alcun tipo, ne siamo al cospetto di attacchi ... Gli stessi autori dei "bizzarri disegni" (artisti del calibro di Carmelo Conte o di Andrea Sergio) di sicuro non si saranno sentiti offesi nell'aver letto la parola "imbrattamento" volta a qualificare le loro opere.

Ma l'assessore provinciale non si limita ad essere rammaricato. Dalle sue parole ("purtroppo l'articolo in questione ha prodotto le prese di posizione del sindaco di Latiano e dell'associazione CIVICO 73") si evince anche una comprensibile insofferenza, dovuta al fatto che sia il sindaco De Giorgi che i ragazzi dell'associazione hanno inspiegabilmente prodotto delle risposte ai non-attacchi e alle non-offese dell'assessore... Ma come si sono permessi?

Infine l'assessore - giustamente offeso -  nella sua nota ribadisce che, per "evitare polemiche e controversie" (...) sarebbe bastato programmare e progettare l'intervento..."
Forse si. Anzi, probabilmente "sarebbe bastato" anche meno; invece del sopralluogo e della denuncia mediatica, ad esempio, "sarebbe bastata" anche una semplice telefonata chiarificatrice al sindaco De Giorgi, come si conviene tra rappresentanti delle istituzioni.


Ma che volete? Spesso l'ostentazione della polemica ha più risalto, soprattutto in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, nel quale il politico professionista non gode di stima...
Daniele

IL QUALUNQUISMO

Se è vero che "l'uomo per sua natura è un animale politico" è anche vero che il politico per sua natura è un animale furbo.


Trattandosi di un costrutto, non possiamo vedere o toccare la furbizia - men che mai quella politica, ancor più infida - ma possiamo tuttavia osservarne alcuni indicatori che ne dimostrano l'esistenza. Tra questi vi è sicuramente il lessico. Il politico furbo dispone di un insieme di vocaboli che hanno la funzione di stigmatizzare e delegittimare chi lo critica: ad esempio "populismo", "demagogia", "strumentalizzazione", "qualunquismo" etc. Oggi vorrei soffermarmi sull'utilizzo del termine "qualunquismo". Il vocabolo in questione, ai giorni nostri, viene abilmente utilizzato da alcuni politici come aggettivo squalificante, nei confronti di quelle persone che criticano aspramente la politica e non si riconoscono nei partiti (ad esempio Grillo). 

Molti sapranno che "qualunquismo" deriva da un movimento di opinione sorto in Italia nella seconda metà degli anni 40 del secolo scorso; questo movimento (denominato l'Uomo Qualunque) ambiva ad uno stato amministrato da professionisti senza la presenza dei partiti politici. Oggi è ritenuto un atteggiamento di sfiducia nella politica e nel sistema dei partiti che a volte si manifesta in prese di posizione semplicistiche. Ma nel momento in cui alle critiche e alla sfiducia nei partiti si affiancano idee e progetti alternativi a quelli dominanti (ed è quello che ad es. propone Grillo) siamo davvero dinanzi a posizioni "qualunquiste"? Oppure siete d'accordo sul fatto che il termine "qualunquismo" viene utilizzato volutamente a sproposito, con l'unico intento di denigrare quei portatori di novità che hanno voglia di cambiare? 

Un tale nel 1981, in un'intervista a La Repubblica, dichiarò che "i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela; scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile zero." 
No, non si tratta di Beppe Grillo ma di Berlinguer, uno dei più grandi politici italiani...

Un grande uomo che probabilmente oggi, ad esporre tale pensiero, rischierebbe di sentirsi dare del "qualunquista" da quel furbo animale che è il politico italiano dei nostri giorni.

Daniele